MOHAMMED SOUDANI
Nasce a El-Chelif in Algeria nel 1949 - di nazionalità algerina e svizzera.
Dopo gli studi presso l’IDHEC (Institut des Hautes Ecoles Cinématographiques) di Parigi lavora come cameraman alla TV algerina (1970 al 1971). Lavorerà in seguito dal 1972 al 1986 presso la Polivideo SA in Svizzera dapprima come cameraman e dal 1980, dopo una formazione negli Stati Uniti, come direttore della fotografia. Firmerà, come direttore della fotografia, innumerevoli opere liriche dirette tra l’altro da Luca Ronconi, Giuliano Montaldo e Werner Herzog.
Ha firmato in qualità di direttore della fotografia i film seguenti: “Il ponte” di Rinaldo Zambrano, “Antigone” di Grytsko Mascioni, “L’oro nel camino” di Nello Risi (nomination Emy Awards per la fotografia), “Les guérisseurs” di Sidiki Bakaba, “Il giocatore invisibile” di Sergio Genni, “Au Nom du Christ” e “Adanggaman” di Roger Gnoan M’Bala (premio per la miglior fotografia Fespaco 2001), “Le dernier voyage” di Jean-Marie Teno, “Nocaut” di Stefano Knuchel e Ivan Nurchis.
Nel 1997 passa alla regia e firma il suo primo lungometraggio: “Waalo Fendo, là dove la terra gela”, selezionato al Festival di Locarno nello stesso anno ed in seguito a numerosi altri festival; Prix Cinéma Suisse 1998 per il miglior film di finzione e premio per la miglior opera prima al Festival di Milano nello stesso anno. Gli viene inoltre conferito il Premio des Nations Unies al Fespaco 1999 e una nomination al Festival dei Diritti Umani ad Amsterdam. Prodotto da Amka Films, il film rappresenta la Svizzera nel 1998 al “Prix Italia” ad Assisi.
Del 1998 il documentario di creazione “Sud – Les diseurs d’histoires” è presentato al Festival di Locarno lo stesso anno (Cinéastes du Présent) ed in seguito al altri numerosi festival.
Realizza tra il 1992 e il 2007 più di una trentina di documentari per la televisione, riconosciuti a differenti festival e distribuiti dalla RTSI – Televisione svizzera.
Tra il 1989 e il 1990 realizza tre documentari in coproduzione con la Televisione della Costa d’Avorio, tra i quali “Yiribakro, bois sacré” (nominato tra i i 12 migliori documentari al MIP-TV à Cannes nel 1990 e premiato lo stesso anno a Montecarlo come miglior documentario della giovane Televisione) e “Nawa, l’homme et l’eau” premiato al festival Etnografico di Milano nel 1989.
E’ del 2002 il lungometraggio-documentario “Guerre sans images” , in concorso alla “Semaine de la Critique” al Festival del Film di Locarno e presentato in seguito a innumerevoli festival in tutto il mondo (tra i quali Karlovy Vary, Södeborg, Amsterdam, Biennale de l’Istitut du Monde Arabe – selezionato dai “Cahiers du cinéma” per il festival d’Automne , Paris). Riceve il Premio Speciale della Giuria al festival del Cinemambiente di Torino nel 2003. Seguono la fiction TV “Roulette” nel 2007 e nel 2010 “Taxiphone”, girato nel deserto algerino. Soudani ha appena terminato le riprese di “Lionel”, una fiaba moderna ambientata fra la Svizzera italiana e l’Africa.